Le neuroscienze in soccorso del marketing

David Ogilvy ripeteva spesso che le persone “non pensano quello che sentono, non dicono quello che pensano, non fanno quello che dicono”. Con il neuromarketing, i brand tentano di capire i comportamenti dei consumatori partendo dalle loro emozioni[Leggi tutto]

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Content marketing: prepariamoci al Content Shock

Negli anni Venti il consumo medio di contenuti informativi e pubblicitari era nell’ordine delle 2 ore al giorno. Oggi, quasi un secolo più tardi, parliamo di circa 11 ore al giorno: siamo prossimi al Content Shock, la soglia oltre la quale una persona non può fisiologicamente, né psicologicamente fruire e assorbire ulteriori contenuti.[Leggi tutto]

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Nostalgia canaglia

Non sempre il marketing e la pubblicità guardano al futuro. Tanti brand giocano all’operazione nostalgia e danno una seconda vita a prodotti, personaggi o fenomeni del passato. Con risultati niente affatto deludenti. [Leggi tutto]

Il GDPR e il futuro del digital marketing

di Alberto Muritano

Manca meno di un mese all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, ormai noto come GDPR (General Data Protection Regulation). Il 25 maggio è infatti la data fatidica e le aziende si stanno attrezzando per essere conformi ai cambiamenti che la normativa porta con sè, ben sintetizzati nella Guida predisposta dall’Autorità Garante della Privacy.[Leggi tutto]

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Fiducia in crisi

Crolla la fiducia nei confronti delle istituzioni, della politica e dei media. Il Trust Barometer 2018 di Edelman punta l’attenzione soprattutto sugli Stati Uniti, dove l’indice aggregato di fiducia è sceso di ben 37 punti nell’ultimo anno, e l’Italia, dove il calo è di 21 punti.

I media sono oggi l’istituzione meno meritevole di fiducia a livello globale, ma le persone tornano a dar credito ai giornalisti, agli esperti (medici, tecnici, accademici) e ai CEO delle aziende, a discapito dei pari e delle notizie sui social. E questa è una buona notizia.

Anche i Millennial invecchiano

Anche i Millennial invecchiano: gran parte dei 30enni e quasi 40enni si confronta con una fase diversa della propria vita e le decisioni importanti in fatto di famiglia, figli e lavoro. Per i brand che hanno inseguito questa generazione è arrivato il momento di cambiare registro? Secondo Mintel occorre considerare l’evoluzione dei Millennial in termini valoriali per capire come cambiano i loro comportamenti e le abitudini d’acquisto