L’Employee Advocacy vuole sollecitare le persone a sostenere e promuovere il brand attraverso la condivisione di contenuti sui profili social personali, ma anche tramite blog, forum e gruppi di discussione.
Il potenziale è molto elevato, perché chi frequenta i social è più incline a prestare attenzione ai contenuti di un brand se questi provengono da chi lavora all’interno dell’azienda. Su LinkedIn, ad esempio, alcune ricerche dimostrano che uno stesso post viene cliccato il doppio delle volte se è condiviso dai dipendenti, mentre i risultati si dimezzano quando viene pubblicato dall’account aziendale.
L’attivazione dei collaboratori non può ovviamente prescindere da una sana e virtuosa gestione delle relazioni interne e dalla creazione di un ambiente di lavoro in grado di ispirare, motivare e premiare i talenti. Va inoltre sottolineato che non tutti i dipendenti hanno le caratteristiche e la volontà di diventare brand ambassador: la scelta più efficace è di solito quella di selezionare i cosiddetti ‘Champion’, ovvero un gruppo di persone che, più attive sulle piattaforme digitali e maggiormente coinvolte nel progetto aziendale, possano per prime farsi coinvolgere e contaminare a cascata i colleghi.
La progettazione di uno storytelling ‘employee-friendly’ è il vero elemento critico per il successo di qualsiasi iniziativa di Employee Advocacy. Non possiamo pensare che le persone siano disponibili a condividere contenuti dai toni troppo promozionali e autoriferiti, oppure noiosi e lontani dalla propria sfera di interessi e passioni. Anche l’occhio vuole la sua parte, ed è per questo che immagini e video sono molto utili per aumentare la propensione alla viralità. Occorre infine una pianificazione sensata, per non rischiare una sovrabbondanza di contenuti che si tradurrebbe inevitabilmente nella saturazione dei canali e nel calo dell’interesse da parte di chi legge.
Qualche esempio da tener presente? Cercate hashtag diventati celebri come #LifeatLoreal, #LoFaccioPerché o #ProudFerrerian: scoprirete cosa scrivono e come si raccontano i dipendenti ambasciatori di L’Oreal, Decathlon e Ferrero.
Altri articoli
22 Gennaio 2026
Rassicurazione o shock? Come si muovono brand e content strategy
Sommersi dai contenuti generati dall’AI, cresce la richiesta di narrazioni più…
30 Dicembre 2025
In cerca di fiducia
Rage bait, parasocial ed epistemia sono alcune delle parole simbolo del 2025.…
25 Novembre 2025
Le parole non sono soltanto parole
Ogni parola è come un sasso che cade in uno stagno, scriveva Gianni Rodari…
7 Luglio 2025
La crisi climatica tra sensazionalismo e negazionismo
Parlare della crisi climatica non è cosa facile: la complessità scientifica del…
5 Giugno 2025
Giornali e media alla prova dell’AI
In redazione l’intelligenza artificiale non è più un semplice esperimento: è…
5 Maggio 2025
Violenza di genere, quando a colpire è lei
La violenza commessa dalle donne trova meno spazio sui media, certamente perché…
28 Aprile 2025
Violenza di genere, ancora donne colpevoli e troppa himpathy
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha rappresentato una svolta. Il racconto…
16 Aprile 2025
L’elefante nella stanza
L’Institute for Crisis Management ha tracciato quasi 2 milioni di episodi di…
27 Marzo 2025
A lezione di Content Studies
Le tecnologie e le piattaforme digitali hanno rivoluzionato il nostro modo di…
31 Gennaio 2025
In fuga dalle notizie
Sono in aumento le persone che, in molti paesi del mondo, tendono a evitare le…








